domenica 27 febbraio 2011

I Robot giapponesi. Passato, presente e futuro degli automi nella società nipponica


Nell'oscurità li sento bisbigliare, sospirare, ridacchiare, ansimare. Si stanno riproducendo. Robot generano nuovi robot ... Col loro stesso movimento, le macchine sviluppano il calore necessario a far battere i loro cuori elettronici. Non si fermano mai. Faticano ventiquattr'ore s ventiquattro, un giorno dopo l'altro.
Tokyo è  a soli 110 km di distanza eppure ... si ha l'impressione d'aver fatto un viaggio diverso dal solito
Così inizia uno scritto, del lontano 1986, di Tiziano Terzani in visita in una fabbrica di robot industriali nei pressi del Monte Fuji. Venticinque anni dopo la sensazione di inquietudine e meraviglia che si prova di fronte alle informazioni sull'evoluzione della robotica rimane la stessa.
Oggi come allora, è ancora il Giappone a rappresentare l'avanguardia dello sviluppo nella robotica. Con la differenza che negli anni '80 e '90 era la robotica industriale ad attirare maggiore attenzione, oggi è la robotica di servizio quella a tirare di più. L'industria robotica giapponese punta a penetrare profondamente nella quotidianità con robot attivi nei più disparati settori: la sanità, la scuola, il tempo libero...

In Giappone, l'obbiettivo di creare robot di servizio capaci di risolvere molti dei problemi che affliggono la società acquisisce il carattere di una vera e propria missione da realizzare per il futuro prossimo. E' in atto una corsa sfrenata a creare robot sempre più sofisticati e simili all'uomo perfino capaci di simulare e stimolare l'affettività umana. Ne è un esempio Paro, un robot che sembra un peluche a forma di foca, capace di rispondere ai richiami e che viene già utilizzato con successo in alcuni ospedali pediatrici e case di riposo per anziani. E cosa dire di Ema la fidanzata robot di cui ho già scritto in passato.

lunedì 21 febbraio 2011

Punto della situazione


In questo mese non sono riuscito a pubblicare neanche un post. Non perchè mi mancassero argomenti o l'ispirazione, neanche ho perso la voglia di scrivere nuovi post, semplicemente sono occupato in una serie di attività, che non mi lasciano le energie necessarie per scrivere.

In questo febbraio ho continuato a seguire il corso di lingua dell'Istituto di Cultura Giapponese di Roma e ho sostenuto l'esame di metà anno che mi ha tenuto occupato fino al 10/2. 

Dato l'esame (superato in modo eccellente!) mi sto impegnando anima e  corpo nel compilare la domanda per una borsa di studio del Governo Giapponese, con l'obbiettivo di fare un master in Intermedia nella Tokyo University of Art. Per ottenere la borsa devo redigere un programma di studio/ricerca dove spiego il cosa andrò a fare, il come lo farò e il perchè dovrei essere meritevole di ottenerla. Programma di studi di cui ho finito di scrivere una prima bozza e che mercoledì porterò a far leggere a un mio ex professore universitario, il quale mi scriverà una delle due lettere di referenze di cui necessito sempre ai fini dell'ottenimento della borsa. 
Data la mia età (29 anni) e un percorso universitario accidentato per motivi lavorativi, sono consapevole di non avere molte probabilità di ottenere la borsa, comunque ritengo ne valga la pena provarci con tutta l'energia che ho a disposizione.

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