venerdì 23 aprile 2010

Kumagusu Minakata. Un naturalista ribelle


Kumagusu Minakata, è un naturalista Giapponese di fama mondiale. Viaggiatore e avventuriero Kumagusu dedicò tutta la sua vita agli studi di storia naturale e di folklore.

Nato nel 1867, già all’età di 7 anni, Kumagusu, aveva trascritto un’enciclopedia di 105 volumi, Wakai Sansai zue, in seguito trascrisse anche una serie di libri illustrati, Honzu Komuku. Fin dai primi anni delle medie dimostrò uno scarso interesse e disaffezione per l'istruzione scolastica istituzionale. Aveva dei voti bassi e si isolava dagli altri studenti, preferendo osservare piccoli animali in solitudine piuttosto che giocare con i propri coetanei.

Molto giovane, Kumagusu lasciò il Giappone, quando questo stava attraversando la metamorfosi da stato feudale a paese moderno occidentalizzato. Andò in America e poi in Gran Bretagna, alla ricerca di un luogo dove l’appartenenza di classe non fosse considerato un ostacolo alla possibilità di studiare liberamente. Trovò questo luogo nel British Museum, dove s’impegnò anima e corpo nella ricerca sepolto sotto centinaia di libri su arte, artigianato, antichità e quella che era la sua più grande passione la botanica.

Kumagusu, scrisse più di 50 articoli per la rivista Nature e centinaia per la rivista Notes and Queries. Questo gran numero di collaborazioni mostra come Kumagusu acquisì un ruolo importante nel mondo accademico britannico.

Era dotato di una eccezionale memoria e parlava più di 10 lingue. Inoltre aveva una grande esperienza nel redarre libri, questo gli permise di sviluppare eccezionali doti empiriche nello studio e nella catalogazione. Junishiko ( uno studio sui dodici animali dello Zodiaco cinese) ne è una prova.

Rientrato in Giappone trascorse gran parte della sua vita come un’asceta tra zone montane e rurali portando avanti le sue ricerche e collaborando con diverse riviste e giornali giapponesi. Le sue discussioni e testimonianze storiche sull’Oriente e sull’Occidente, hanno avuto una grande influenza per la nascita e lo sviluppo degli studi sul folklore giapponese.

mercoledì 14 aprile 2010

Interessante applicazione per blog. Calendar di Uniqlo



Girando per vari blog sul Giappone mi sono imbattuto, in più di una occasione, in una interessante e divertente applicazione per blog disponibile su questo sito della Uniqlo, la Uniqlo calendar. Nonostante sia un pò pesante (è un'applicazione in Java) ho superato i tentennamenti iniziali e mi sono lasciato conquistare inserendola nel mio blog.. con tanto di musichetta..^^.



Uniqlo è una catena di negozi specializzati nella vendita di abiti e accessori a prezzi economici senza, per questo, tralasciare la qualità. Presente in tutto il territorio nazionale giapponese, da qualche tempo ha iniziato ad espandersi anche al di fuori dei confini nazionali. In Europa è presente in Francia e in UK. Questa società, viene citata spesso dai media giapponesi per gli altissimi profitti  che riesce a totalizzare grazie a un continuo vertiginoso aumento delle vendite.

domenica 11 aprile 2010

Il film premio oscar "Departures" nelle sale cinematografiche italiane


Da venerdì 9/4 è stato distribuito in alcune sale cinematografiche delle maggiori città italiane il film, premio oscar come miglior film straniero 2008, Departures おくりびと di Takita Yojiro. Distribuito dalla Tucker film, narra le vicende di un giovane uomo giapponese, il quale, avendo perso le proprie aspirazioni, di divenire un musicista di successo  decide di tornare nel suo paese d'origine.. Qui trova lavoro  come "acconciatore" di cadaveri in un impresa funebre.


In Giappone, fino alla seconda metà dell'800 era in vigore una severa divisione gerarchica nella società, riconducibile a delle vere è proprie caste sociali chiuse. Nel gradino più basso della scala sociale c'erano i burakumin che si dedicavano ad attività ritenute impure, come la macellazione la concia delle pelli e l'inumazione dei cadaveri. I burakumin sono sempre stati trattati come essere inferiori da una larga parte della società. Benchè la legge proibisca atteggiamenti di intolleranza i discendenti dei burakumin continuano a essere discriminati in aspetti fondamentali della vita sociale come il lavoro e il matrimonio. E' socialmente risaputo, benchè solo in rare occasioni vi si faccia allusione, della possibilità di reperire  informazioni per verificare se un individuo ha origini burakumin, avvalendosi di un discreto sistema di indagini.

Departures, senza riferimenti diretti, e con una delicatezza tipicamente giapponese, affronta questo tabù e lo fa magistralmente, svelando l'importanza e la centralità che questa mansione ha nella cultura e nella società giapponese. 
Il film, indirettamente, tenta una rivalutazione, in positivo, di questi ruoli ritenuti impuri. Indicando un percorso di superamento di questa visione anacronistica e discriminatoria.

Per concludere, film molto bello, godibile e fruibilissimo a tutte le tipologie di pubblico... assolutamente da non perdere!!

Queste le città dove si potrà vedere : Bologna, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Milano, Bergamo, Brescia, Cremona, Torino, Genova, Firenze, Livorno, Padova, Mestre, Vicenza, Trento, Fano, Pesaro, Roma, Trevignano romano, Napoli, Bari, Lecce, Cagliari, Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia

Ecco il trailer:

venerdì 9 aprile 2010

La Cina giustizia altri tre giapponesi

Vorrei porre l'attenzione su questo spiacevolissimo fatto di cronaca giudiziaria. A mio parere un vero e proprio atto di inciviltà e di mancanza di qualsiasi rispetto verso la vita umana... In Cina basta essere trovati con 50 grammi di qualsiasi sostanza stupefacente, ritenuta illegale, per rischiare la pena capitale come trafficanti...

PECHINO 9/4/2010

Tre trafficanti di droga giapponesi sono stati giustiziati in Cina. Lo ha annunciato la Corte suprema di Pechino, dopo l’esecuzione di un primo giapponese martedì sempre per traffico di droga. Le esecuzioni si sono svolte nel Liaoning, provincia del nordest del Paese, secondo l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua che cita la Corte suprema ma non fornisce precisazioni. 
Martedì fu giustiziato il 65enne Mitsunobu Akano, condannato per traffico di droga, il primo cittadino giapponese nei confronti del quale è stata applicata la pena capitale in Cina dalla ripresa delle relazioni diplomatiche nel 1972. Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama aveva ritenuto questa sentenza «spiacevole e grave», ma aveva chiarito che il suo Paese non poteva immischiarsi nelle questioni giudiziari di un altro Paese e invitato i suoi connazionali a mantenere la calma. 
Pechino aveva in quell’occasione informato Tokyo che altri tre giapponesi condannati per contrabbando e traffico di droga dovevano subire la stessa sorte: Teruo Takeda, 67 anni, Hironori Ukai, 48, e Katsuo Mori, 67. La Cina, dove complessivamente 68 reati sono punibili con la pena di morte, è particolarmente inflessibile per quanto riguarda il traffico di droga: il solo possesso di almeno 50 grammi comporta infatti una condanna alla pena capitale. 
Secondo l’organizzazione di difesa dei diritti umani Amnesty International, la Cina è il Paese che detiene il record mondiale di esecuzioni giudiziarie: giustizierebbe ogni anno più persone di tutti gli altri Paesi che applicano la pena di morte messi insieme.


Qui per info sulla pena di morte in Giappone (Da quando si è insediato il governo di Hatoyama, 9/2009, vige una sorta di moratoria sulle esecuzioni capitali. Comunque nessun segnale dell'intenzione di abolire la pena di morte trapela dall'esecutivo giapponese).

mercoledì 7 aprile 2010

Il Giappone delle energie rinnovabili


Dopo il post di qualche tempo fa sul nucleare giapponese, ho deciso di scriverne uno sull'uso e lo sviluppo delle energie rinnovabili in Giappone. Già in altri post ho accennato all'argomento, prendendo spunto da notizie di cronaca trovate in rete. Con questo cercherò di dare un resoconto generale (assolutamente non dettagliato ed esaustivo dell'argomento), sul sistema delle rinnovabili giapponesi.

Il Giappone, con Germania e Stati uniti, è tra i paesi che più hanno creduto e investito nello sviluppo delle energie rinnovabile. Questo ha determinato un continuo e significativo aumento, in percentuale, dell'utilizzo di queste energie in questi paesi. 

Basandomi sulla mia esperienza personale oltre che su su un diffuso senso comune, posso affermare che i giapponesi, per la grande maggioranza, sono molto rispettosi dell'ambiente. Il loro sistema di smaltimento dei rifiuti e di salvaguardia delle zone verdi sono tra i più evoluti e funzionali del pianeta. Ma è anche dal punto di vista individuale che i giapponesi risultano rispettosi dell'ambiente. Questo, molto probabilmente, dipende da decenni di campagne di informazione e sensibilizzazione che gli enti e le istituzioni hanno dedicato alla popolazione e da un certo tipo di formazione scolastica. Ma è anche nelle radici animiste dello shintoismo che vanno ricercate le ragioni della particolare attenzione per la natura dei giapponesi.

Come in tutte le vicende anche in questa c'è "l'altra faccia della medaglia". Sul tema del rispetto della natura vengono fuori anche aspetti contraddittori. Il Giappone è uno stato capitalista e consumista, per questo non  può sottrarsi alle leggi del mercato e del profitto, le quali spesso hanno portato ad uno sviluppo e ad una crescita industriale devastante per l'ambiente.
Tralasciando il, seppur importante, tema dell'urbanizzazione selvaggia che ha stravolto paesaggisticamente il paese. Passeggiando per le vie di campagna vicine ai centri abitati, capita spesso di trovare, abbandonati nei fossi e ai bordi delle strade poco trafficate, rifiuti ingombranti e non solo. Ora sarebbe interessante sapere se gli enti locali si occupino dello smaltimento di questi, oppure, come in Italia, se rimangono per mesi se non anni a deturpare il territorio.

Cito un passaggio molto interessante sull'argomento di un viaggiatore statunitense a Tokyo, Timothy N. Horniak:
Quando, nei dintorni di Tokyo, visitai il Chichibu - jinja, nel Saitama-ken, un sacerdote mi disse orgogliosamente che il santuario venne fondato più di mille anni addietro alle pendici del sacro Monte Bukozan. 
Mi parlò dell'importanza della natura all'interno della religione autoctona shintoista e, quando mostrai interesse verso questi aspetti, mi indicò con piacere la strada per raggiungere il santuario.
Quando arrivai rimasi scioccato. L'intera parte superiore della montagna sacra sembrava un paesaggio lunare: alcune fabbriche sorte sui suoi versanti l'avevano completamente deforestata e scavata per estrarre il calcare. Sbirciando attraverso la finestra dell'ufficio di una di queste fabbriche, vidi qualcosa che spesso per me ha simboleggiato l'atteggiamento contraddittorio dei giapponesi verso la natura: un piccolo santuario shintoista
Da guida Lonely Planet "Giappone" quarta edizione marzo 2010
 Su questo argomento rimando al bellissimo film d'animazione dello Studio GhibliPom Poko 平成狸合戦ぽんぽこ,  di Isao Takahata, del 1994.


A questo punto diventa indispensabile, ai fini di un più esaustivo quadro della situazione fare riferimento a dati e fonti istituzionali. Pubblico di seguito un'estratto da un resoconto ufficiale del Ministero dell'Economia del Commercio e dell'Industria giapponese:

sabato 3 aprile 2010

Il mondo di Beat Takeshi Kitano in mostra a Parigi


PARIGI (Francia), 20 marzo - Un caleidoscopio di quadri, sculture e giochi, che racconta le curiose teorie di Beat Takeshi Kitano sulla molteplici aspetti della vita. Metafore scientifiche, piani segreti dell'armata imperiale giapponese, pesci transgenici con sushi incoprorato: il visitatore passa da un'attrazione all'altra, senza dimenticare le classiche marionette, come in una disneyland ironica e piena di riferimenti culturali e scientifici.
Ieri tassistafacchinoragazzo dell’ascensore ballerino in un locale di strip-tease a Tokyo, oggi star dello showbiz giapponese (gli hanno proposto la poltrona di ministro della cultura). Affermato produttore di show tv (quasi trash) e geniale filmaker. Comico di cabaret trasgressivo ai limiti della censura ma anche artista poetico, ossessionato dall’infanzia che racconta attraverso rossi intensi e luminosissimi gialli, i suoi colori preferiti. Takeshi Kitano, anche conosciuto con il nome di Beat Takeshi, é un personaggio fuori dal comune. Curioso di tutto, appassionato per la conoscenza e la sua trasmissione, cambia vocabolario velocemente, passando dalla violenza alla commedia, dall'oltraggio al complimento.
Questa personalità sempre in movimento trova ispirazione in tutte le cose, ma in particolari due sembrano essere le principali: la fascinazione della nostalgia del mondo dell'infanzia e le sue immagini, fondamentale per la sua prolifica produzione di quadri, spesso presentati nei suoi film.
"Con questa esposizione, ho senza dubbio voluto dare un'altra definizione alla parola arte, che sia meno ufficiale, meno convenzionale, meno snob, piú ordinaria". Dice Takeshi Kitano.
Refrattario all'idea di istituzionalizzare questa produzione artistica, che considera prima di tutto come uno sfogo personale, Beat Takeshi Kitano non aveva mai risposto alle diverse sollecitazioni da parte dei musei di esporre.
Nel creare Grosse de peintre, un progetto dove la dimensione autobiografica é evidente, l'autore prende contro piede principi stessi di un'esposizione. I visitatori sono invitati a partecipare ed interagire, tranforma il museo in un parco di attrazione dove fa entrare tutti nella sua mente. La cultura popolare e la riflessione scientifica, l'immaginario, la satira, la tradizione, la pedagogia, il bello e il kitsh si intrecciano in un insieme alla volta delle molteplicitá e complementaritá. 
"Grosse de peintre"
Beat Takeshi Kitano
11 marzo > 12 giugno
Boulevard raspail 75014 Parigi +33 (0) 1 42185650 
Esposizione aperta tutti i giorni a parte il lunedi dalle 11 alle 20.
Il martedi aperto fino alle 22.
Ingresso 7.50 euro
Ridotto 5 euro.

Di Elisa Pardini fonte

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