Kyudô, 弓道 significa "via dell'arco" ed è tra le discipline di combattimento più antiche del Giappone e l'arco giapponese (lungo) è stato a lungo l'arma principale dei combattenti.
Il Kyudô è un'arte pienamente sviluppata con un complesso sistema di teoria, pratica e tecniche: inizialmente era una varietà di stili diversi, poi però, con la riforma Meiji si volle che gli stili, diversi tra loro, si unissero in un'unica disciplina.
Nel Giappone feudale, i campi per il tiro con l'arco si trovavano nella casa di tutti i più importanti clan militari: l'arco e la spada erano le armi considerate "nobili" proprio perché usate dai nobili e dai samurai;
Durante la mia visita a Nara, una decina di giorni fa, ho assistito casualmente ad un'interessante esercitazione di Kyudo (Tiro con l'arco giapponese). Non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di fare queste foto. (Click del mouse per ingrandirle)
Ci sono due stili principali nel Kyudò. In piedi o a cavallo (conosciuto col termine specifico "Yabusame"), in entrambi l'obbiettivo è quello di colpire dei bersagli fissi o mobili. Lo stile a cavallo è considerato più aristocratico. Ci sono molte esibizioni di questa disciplina anche in occasione di diversi Matsuri. A Tokyo, ogni anno, la seconda domenica di gennaio c'è ne è una, a piedi, al santuario di Meiji Jingu. Per assistere ad una esibizione a cavallo di questa disciplina basta recarsi nella località di Kawaguchiko ( nei pressi del monte Fuji) a fine aprile.
Esiste una federazione giapponese e una internazionale di Kyudo le quali collegano l'arte stessa alla nascita della nazione giapponese, legandola a una dimensione mistica, esoterica e culturale, alla quale si contrappone lo stile Insai della scuola Heki (Heki Ryu Insai Ha) che si ripropone da 500 anni in linea di successione diretta con uno spirito dedicato principalmente alla tecnica e negando mistificazioni di tipo esoterico e spiritualista.
L'abilità dimostrata dai guerrieri nell'uso di questo arco indusse gli storici cinesi a chiamare i giapponesi "il popolo del lungo arco". Si trattava dell'arco da guerra per eccellenza, il daikyu, usato dai guerrieri a cavallo o a piedi. Aveva una lunghezza che andava dai due metri e venti ai due e quaranta, ma ve n'erano anche di lunghi due metri e settanta. Oltre all'uso puramente pratico come strumento di combattimento, o come parte d’esibizioni rituali, l'uso di quest’oggetto coinvolgeva sulla scala più vasta la personalità dell'individuo, dal punto di vista fisico, mentale e infine spirituale. (Fonte Wikipedia)
Concludo con questa affascinante citazione:
Kyudô, tradotto letteralmente dal giapponese, significa "Via dell'arco", ed è tra le più antiche e nobili discipline marziali, specchio della mente e del cuore. Non è una religione ma risente, comunque, dell'influenza delle due maggiori scuole filosofiche orientali: lo Shinto, la più antica, e lo Zen, che ha esercitato la maggiore influenza nel Kyudo.L'arco giapponese, nato come arma, è nel Kyudô uno strumento di realizzazione spirituale.Anche se il tiro con l'arco giapponese può sembrare una sequenza di movimenti piuttosto semplice, in realtà la Via dell'Arco è considerata fra le più impegnative attività delle arti marziali.Il suo scopo è quello di far vivere un'esperienza che unifica la profondità della mente umana con la forza e l'armonia della condizione naturale.
Per approfondimenti sulla storia e le caratteristiche della disciplina del Kyudo:
Per le possibilità di svolgere tale disciplina in Italia:
Segnalo inoltre questi due testi:
ちゃね!!

hai visitato anche "Kasuga taisya"!
RispondiEliminai fiori di glicine che e' il simboloi di questo tempio scintoista erano in fioritura... ?
Sì!!! L'ho visitato.. e il glicine era in fioritura... sutekina^^.
RispondiEliminaDovrei avere anche delle foto.. le pubblicherò a breve^^