Dopo il post di qualche tempo fa sul nucleare giapponese, ho deciso di scriverne uno sull'uso e lo sviluppo delle energie rinnovabili in Giappone. Già in altri post ho accennato all'argomento, prendendo spunto da notizie di cronaca trovate in rete. Con questo cercherò di dare un resoconto generale (assolutamente non dettagliato ed esaustivo dell'argomento), sul sistema delle rinnovabili giapponesi.
Il Giappone, con Germania e Stati uniti, è tra i paesi che più hanno creduto e investito nello sviluppo delle energie rinnovabile. Questo ha determinato un continuo e significativo aumento, in percentuale, dell'utilizzo di queste energie in questi paesi.
Come in tutte le vicende anche in questa c'è "l'altra faccia della medaglia". Sul tema del rispetto della natura vengono fuori anche aspetti contraddittori. Il Giappone è uno stato capitalista e consumista, per questo non può sottrarsi alle leggi del mercato e del profitto, le quali spesso hanno portato ad uno sviluppo e ad una crescita industriale devastante per l'ambiente.
Tralasciando il, seppur importante, tema dell'urbanizzazione selvaggia che ha stravolto paesaggisticamente il paese. Passeggiando per le vie di campagna vicine ai centri abitati, capita spesso di trovare, abbandonati nei fossi e ai bordi delle strade poco trafficate, rifiuti ingombranti e non solo. Ora sarebbe interessante sapere se gli enti locali si occupino dello smaltimento di questi, oppure, come in Italia, se rimangono per mesi se non anni a deturpare il territorio.
Cito un passaggio molto interessante sull'argomento di un viaggiatore statunitense a Tokyo, Timothy N. Horniak:
Quando, nei dintorni di Tokyo, visitai il Chichibu - jinja, nel Saitama-ken, un sacerdote mi disse orgogliosamente che il santuario venne fondato più di mille anni addietro alle pendici del sacro Monte Bukozan.
Mi parlò dell'importanza della natura all'interno della religione autoctona shintoista e, quando mostrai interesse verso questi aspetti, mi indicò con piacere la strada per raggiungere il santuario.
Quando arrivai rimasi scioccato. L'intera parte superiore della montagna sacra sembrava un paesaggio lunare: alcune fabbriche sorte sui suoi versanti l'avevano completamente deforestata e scavata per estrarre il calcare. Sbirciando attraverso la finestra dell'ufficio di una di queste fabbriche, vidi qualcosa che spesso per me ha simboleggiato l'atteggiamento contraddittorio dei giapponesi verso la natura: un piccolo santuario shintoista
Da guida Lonely Planet "Giappone" quarta edizione marzo 2010
Su questo argomento rimando al bellissimo film d'animazione dello Studio Ghibli, Pom Poko 平成狸合戦ぽんぽこ, di Isao Takahata, del 1994.
A questo punto diventa indispensabile, ai fini di un più esaustivo quadro della situazione fare riferimento a dati e fonti istituzionali. Pubblico di seguito un'estratto da un resoconto ufficiale del Ministero dell'Economia del Commercio e dell'Industria giapponese:
Nel 2007, in Giappone, la quota delle nuove energie (ad esclusione dell’idroelettrica e della geotermica) nel totale delle energie primarie fornite è limitata al 2,2%, ma è stato fissato l’obiettivo di aumentarne l’impiego sino al 3% entro l’anno fiscale 2010. Per questo negli ultimi anni sono state previste una serie di agevolazioni e finanziamenti a privati,imprenditori e enti amministrativi che hanno deciso di investire nelle rinnovabili. Inoltre da 30 anni forti incentivi vengono elargiti alla ricerca e all'innovazione tecnologica di questo settore.
Sino al termine del 2004, il Giappone era il maggiore utilizzatore mondiale di energia fotovoltaica, ma il rapido aumento di impiego dell’energia verificatosi in Germania ha spinto il paese alla fine del 2005 in testa alla graduatoria, lasciando il Giappone secondo.
Nella produzione di celle a combustibile, il Giappone si attesta invece al primo posto: le aziende giapponesi realizzano infatti quasi un quarto della produzione mondiale. L’aumento dell’impiego dell’energia fotovoltaica, poi, ha consentito una diminuzione dei costi energetici.
Tale riduzione è stata resa possibile grazie a svariate iniziative che hanno favorito l’ampliamento del mercato giapponese: progetti congiunti pubblico-privati di sviluppo tecnologico, misure governative volte a favorire l’introduzione di tale energia, la regolamentazione del sistema RPS (Renewables Portfolio Standard) o le norme che prevedono misure speciali sull’impiego di nuove energie da parte di società elettriche (Special Measures Law Concerning the Use of New Energy by Electric Utilities), programmi di acquisizione di energia elettrica prodotta in eccesso e iniziative indipendenti private, come l’impiego di certificati di energia elettrica verde.
Alla fine dell’anno fiscale 2007, il volume di energia eolica introdotta è stato pari a 1.680.000 kW. La riduzione dei costi ottenuta grazie a sviluppi tecnologici e all’aumento delle dimensioni degli impianti ha contribuito al miglioramento della redditività dei progetti energetici. Oggi numerose centrali eoliche continuano ad essere costruite soprattutto nelle regioni di Hokkaido e del Tohoku.
Al termine del 2007, nella graduatoria mondiale dei paesi che sfruttano l’energia eolica il Giappone figurava al 13° posto. Rispetto all’Europa e all’America, il Giappone non ha molte pianure, spesso le società elettriche non hanno mezzi sufficienti per la costruzione di impianti e pochi rimangono quindi i luoghi adatti alla loro installazione.
Per quanto concerne l’energia idroelettrica, questa è attualmente prodotta nel 20% circa dagli impianti di produzione di energia elettrica, ed insieme alla termica e alla nucleare costituisce una delle energie principali fornite nel paese.
L’energia geotermica, sin dai primi anni del dopoguerra è stata presa in considerazione per il suo potenziale sfruttabile in una terra di natura vulcanica come il Giappone, ed è diventata oggetto di progetti di R&S. Attualmente è prodotta in 18 impianti, e la sua resa energetica totale supera i 530.000 kW. Le energie idroelettrica e geotermica, producibili in un paese ricco di montagne scoscese e vulcani come il Giappone, sono energie pulite che non rilasciano emissioni di anidride carbonica, e come la fotovoltaica e l’eolica, sono energie rinnovabili producibili nel paese, oggi altamente considerate. Alcuni settori annessi a queste energie sono oggetto della normativa RPS.
Fonte: “Rapporto Annuale sull’Energia 2007” (Libro Bianco sull’Energia 2008) Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria giapponese.
Concludo con una nota polemica, nonostante tutte le contraddizioni, il Giappone sia come sensibilità individuale sul rispetto di ciò che ci circonda, sia sul piano istituzionale "batte" l'Italia e gli Italiani 100 a 1.
Certo generalizzare è sempre sbagliato.. ma non mi è mai capitato di vedere un giapponese gettare carta dal finestrino di un auto in corsa, in Italia è quasi un costume nazionale. Inoltre è indecente lo stato in cui vengono lasciati i luoghi dei picnic dopo le giornate di pasquetta e ferragosto.. per non parlare dei rifiuti abbandonati nelle stradine di campagna, anche nocivi, che restano lì per anni. Non mi pronuncio sul piano istituzionale, questo post diventerebbe troppo lungo.
ちゃね!!


i giapponesi hanno gli aspetti contradetti...
RispondiEliminama il problema dell'energia e' molto imminente e come possiamo affrontarlo... oltre ai pannelli solari o le cose del genere...
Ciao Titty, penso che nell'immediato sia impossibile prescindere dal petrolio e dal nucleare, però bisogna tenere presente che il petrolio e l'uranio sono fonti scarse che vanno verso l'esaurimento. Inoltre al problema dello smaltimento delle scorie radioattive che non è mai stato risolto e il rischio incidenti. Per questo gli stati, il Giappone già lo fa, devono iniziare ad investire in maniera massiccia sulle energie rinnovabili. Sia per iniziare una lenta ma indispensabile sostituzione sia finanziando lo sviluppo tecnologico per aumentare l'efficienza e ridurre i costi di queste energie.
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