martedì 29 settembre 2009

Mercatino, bazaar della scuola giapponese di Roma 2009


Ho saputo da una fonte sicura (ex insegnante della scuola), che l'annuale mercatino organizzato dalla scuola giapponese di Roma per quest'anno si svolgerà domenica 11/10.
Questo della scuola giapponese è il migliore è probabilmente l'unico evento a Roma e forse in Italia, dove poter vivere un'esperienza piena, esempio autentico di cultura giapponese. In questo Bazaar si respira la stessa atmosfera di un Matsuri in Giappone. La mia prima esperienza dell'anno scorso mi ha reso entusiasta e cercherò di prepararmi al meglio per l'evento di quest'anno.

(le foto ritraggono momenti della scorsa edizione)

またね!!
Ci si vede al bazaar :-))

domenica 27 settembre 2009

Istituto giapponese di cultura di Roma, programma delle attività autunnali


E'disponibile online sul sito dell'istituto giapponese di cultura, il programma delle attività autunnali. Molto interessante è la mostra "My grandmothers" di Miwa Yanagi. Dalla brochure:
Miwa Yanagi, artista rappresentante il Giappone presso la presente edizione della Biennale di Venezia, espone a Roma una parte della serie MY GRANDMOTHERS (1999 -) in cui chiede alle venti/trentenni ritratte di immaginarsi a distanza di un cinquantennio: ne nascono foto di grande formato, visioni oniriche e reali, materializzazioni del sé proiettato in un futuro a volte ideale e a volte contaminato da un realismo di chiaro stampo pessimista.


Miwa Yanagi fa parte della nuova generazione di artisti giapponesi, che sono divenuti oggetto di grande attenzione per il mondo della critica dell’arte contemporanea internazionale. La sua arte si avvale di una forte componente onirica non si disgiunge tuttavia dal forte legame che l’artista mantiene con la società contemporanea giapponese. Le sue fotografie infatti sono il frutto di un dialogo costante con la società in cui vive. Gli effetti della bubble economy – il grande sviluppo economico che ha investito il Giappone negli anni ’80 – vengono vissuti dall’artista in modo negativo. La complessità della società dei consumi e i cambiamenti che essa ha apportato danno origine, nell’opera di Miwa Yanagi, ad una visione drammatica e a tratti pessimistica dell’esistenza. Il suo atteggiamento nei confronti di questo fenomeno non è di rifiuto o criticità, ma diviene una ricerca continua degli effetti che il consumismo ha nei comportamenti della donna giapponese... continua qui, fonte.

La mostra verrà inaugurata il 1/10 e la si potrà visitare gratuitamente fino al 20/11.

mercoledì 23 settembre 2009

Studio Ghibli: breve biografia essenziale


Facciamo soffiare un vento caldo nel mondo dell’animazione giapponese!
Ghibli è il nome che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i piloti italiani in Nord Africa diedero ad un vento caldo del deserto proveniente dal Deserto del Sahara, ed è anche il nome usato per indicare i loro aeroplani da ricognizione. Hayao Miyazaki, che ha da sempre una passione per i vecchi velivoli, ne era a conoscenza, e ha deciso di usare questa parola come nome per il nuovo studio. Miyazaki, che ama gli aeroplani (e l’Italia) ha deciso di dare lo stesso nome allo Studio.



Anche se “Ghibli” è una parola italiana, la giusta pronuncia è “jee-blee” (ji-bu-ri in giapponese).
Lo Studio Ghibli è stato fondato nel 1985 da un gruppo di artisti e animatori allo scopo di realizzare film di altissima qualità, destinati innanzitutto alla distribuzione cinematografica.
Fondamentalmente, lo Studio Ghibli è nato non come impresa a scopo commerciale, ma piuttosto come organizzazione creativa in cui la massima priorità era data “all’arte dell’animazione”. Malgrado questo, il successo economico dello Studio Ghibli è clamoroso.
Nove dei lungometraggi prodotti dallo Studio Ghibli fino ad oggi sono stati scritti e diretti da Hayao Miyazaki, uno dei registi più amati e famosi del Giappone. Atri sono stati scritti e diretti da Isao Takahata, il mentore di Miyazaki e co-fondatore dello Studio. Altri ancora sono stati diretti dal collega e amico Yoshifumi Kondo, scomparso nel 1998, e Hiroyuki Morita, key animator dello Studio.
La maggior parte dei film dello Studio Ghibli ha ottenuto la prima posizione della classifica annuale del box office giapponese. Tre film dello Studio Ghibli si sono classificati tra le prime cinque postazioni nella classifica totale dei maggiori incassi giapponesi; La Città Incantata 千と千尋の神隠し, uscito nel 2001, è stato il più grande incasso di tutti i tempi in Giappone.



I film dello Studio Ghibli hanno ottenuto moltissimi riconoscimenti e sono stati acclamati dalla critica e dagli specialisti di animazione di tutto il mondo. La Città Incantata ha vinto l’Orso d’Oro per il Miglior Film al festival di Berlino nel 2002 (il primo film di animazione ammesso a competere a Berlino, il primo film giapponese a vincere l’Orso d’Oro) e successivamente il premio Oscar per il Miglior Film di Animazione. Il Castello Errante di Howl ハウルの動く城 ha ottenuto l’Osella per il Miglior Contributo Tecnico alla Mostra di Venezia nel 2005. Principessa Mononoke もののけ姫 è stato il primo film di animazione a vincere il Japan Academy Award per i Migliori disegni, Porco Rosso 紅の豚 e PomPoko 平成狸合戦ぽんぽこ hanno vinto il premio come Miglior Film al Festival di Annecy nel 1992 e nel 1994; Una tomba per le lucciole 火垂るの墓 ha vinto il premio per il Miglior Film a Chicago International Children’s Film Festival nel 1988. Nel 1999 il Museum of Modern Art di New York ha proiettato una retrospettiva dei film dello Studio e ha acquistato My Neighbors the Yamadas ホーホケキョとなりの山田くん per la sua collezione permanente.
La critica internazionale ha osannato i film dello Studio Ghibli. Il critico americano Roger Herbert ha classificato Il mio vicino Totoro となりのトトロ e Kiki – Consegne a Domicilio 魔女の宅急便 tra i più bei film per bambini mai realizzati; Janet Maslin del New York Times ha definito Principessa Mononoke la pietra miliare del cinema d’animazione.



Nell’ottobre del 2001, lo Studio Ghibli e la Tokuma Memorial Cultural Foundation for Animation hanno fondato il Museo Ghibli, a Mitaka. Il Museo Ghibli, il cui edificio è stato disegnato da Hayao Miyazaki, è una delle destinazioni favorite a Tokyo, sia per i giapponesi che per gli stranieri. Tra le altre cose, scopo del Museo è di introdurre i bambini di tutte le età nel mondo dell’animazione.
Lo Studio Ghibli ha prodotto quattro cortometraggi esclusivamente per il Museo.



Da un intervista a Toshio Suzuki, presidente dello Studio Ghibli

またね!!

venerdì 18 settembre 2009

"Il mio vicino Totoro - となりのトトロ " di Hayao Miyazaki 宮崎 駿, nelle sale cinematografiche italiane


Per la gioia di tutti gli appassionati, finalmente nelle sale italiane Totoro, il film divenuto simbolo dello storico Studio Ghibli e considerato un cult mondiale nel cinema d’animazione. Protagoniste del film, Satsuke e sua sorellina Mei che scoprono che la foresta vicino alla loro nuova casa è abitata da una fantastica creatura chiamata Totoro. Molto presto le due bambine diventeranno amiche di Totoro e inizieranno a vivere incredibili avventure.



Nel loro percorso alla scoperta di un nuovo mondo incontreranno Totoro, diventato il simbolo dello Studio Ghibli fondato dallo stesso regista insieme al collega Isao Takahata 高畑 勲. E’ la figura ”fantastica’ (fondamentale anche se appare solo pochi minuti), un po’ orso e un po’ gufo con i baffi da gatto, di una favola delicata e poetica come ci ha spesso abituati Miyazaki.

La figura morbidona é lo spirito e il custode del bosco che vi fa scoprire le bellezza nascosta delle piccole cose e aiuta le bambine nel momento del bisogno. I paesaggi meravigliosi e disegnati in maniera perfetta (belli i fondali verdi e boscosi) coinvolgono ed emozionano. La storia é semplice ma il messaggio ecologista é forte. Totoro non parla ma emoziona, e trasmette una carica di simpatia che non dimenticherete. Vi ritroverete ad ammirare il mondo con gli occhi e l’innocenza di un bambino.

Tvblog.it
Nei cinema da oggi 18/9/2009




またね!!

sabato 12 settembre 2009

A Roma serata con il teatro Kyogen 狂言


Martedì 22/09 serata di teatro Kyogen al Palladium con la Compagnia teatrale Mansaku-no-kai.
Questo il testo di presentazione della serata tratta dal sito del Romaeuropa festival:

Mansaku-no-kai Kyogen Company

22 settembre ore 20.30, Anteprima Festival
Palladium

Il teatro della leggerezza e della risata, la tradizione medioevale giapponese, interpreti d’eccezione: è la proposta dell’anteprima-festival di Romaeuropa con la Compagnia teatrale Mansaku-no-kai, erede della millenaria arte del kyogen, la commedia del Sol Levante. Tra le compagnie che coltivano la tradizione di questo antichissimo genere, Mansaku-no-kai è erede della scuola dei Nomura, che oggi s’incarna in Nomura Mansaku, figlio d’arte cresciuto sulle tavole del palcoscenico. Il padre era infatti il grande Manso VI, che il governo nipponico ha dichiarato patrimonio culturale intangibile del Giappone, un titolo dopo la sua comparsa ereditata dal figlio Mansaku. Una tradizione familiare dunque, passata però al setaccio di un accurato studio delle fonti, un approfondito lavoro attoriale, sui costumi, sulle maschere e su tutti gli apparati scenico-teatrali. In origine era il sarugaku, una forma teatrale arrivata nell’VIII secolo dal continente asiatico al Giappone e la cui particolarità era alternare momenti tragici, drammatici e comici, e da cui nel XIV secolo nascono il noh, di genere serio, e il kyogen di genere buffo, che avrà una forte influenza nel successivo sviluppo del kabuki, aggregandosi nel complesso delle maggiori arti teatrali nipponiche. Il kyogen è un genere di commedia breve, ornata di musica e danze, non priva di un’ironica critica sociale che non risparmia i signori feudali, i rapporti di parentela, la credulità popolare e perfino la religione, o per meglio dire i religiosi, siano essi monaci buddisti o shintoisti, e i loro rituali. È un teatro dagli accenti sovente molto comici, basato sulla mimica, la recitazione, il dialogo e che tuttavia al fine di dare una immagine della sostanza delle cose supera il semplice realismo articolandosi in una forma di espressione stilizzata. Dei circa 260 titoli che formano il repertorio del kyogen, i tre presentati nella anteprima festival rappresentano alcune situazioni e personaggi-tipo che caratterizzano questo genere di commedia. In Bo-Shibari spicca la presenza di Taro Kaja, il servo furbo e impenitente sempre pronto a beffare il suo signore, il daimyo, che crede di averlo a sua volta beffato. Nel kyogen l’ironia si può tingere di una vena poetica semplice e popolare come capita in Kawakami, la vicenda di un cieco, altro personaggio tipico, che riacquista la vista per poi perderla nuovamente per amore di sua moglie. Una schietta e bizzarra ironia anima invece Kagyu (La lumaca), dove ancora una volta Taro Kaja incaricato dal suo signore di trovare questo tipo di mollusco terrestre, lo scambia per un monaco guerriero: in fin dei conti anche lui è protetto da una corazza, e ha due corna in cima all’elmo.


Ci sarò sicuramente.
Per maggiori informazioni sul teatro Kyogen segnalo questo post
またね!!

mercoledì 9 settembre 2009

Giappone: svolta verde del nuovo governo


Il nuovo governo ha deciso che rivedrà in maniera consistente i propri obiettivi di abbattimento dei gas serra, passando dall'8% al 25% entro il 2020 rispetto ai livelli registrati nel 1990, ed è pronto ad ad assumere una posizione di riferimento a livello internazionale.

"La riduzione del 25% è una delle promesse agli elettori del nostro manifesto programmatico", ha messo in chiaro oggi il premier nipponico in pectore, Yukio Hatoyama, che della svolta ecologista ha fatto un punto cruciale della sua campagna elettorale.
Il leader del DpJ è andato anche oltre nel suo intervento a una riunione internazionale sul cambiamento climatico organizzata dal quotidiano Asahi Shimbun. "E' nostro preciso dovere - ha rilevato - tentare di raggiungere l'obiettivo, usando tutti gli strumenti in nostro possesso, così come quello di stabilire un equo ed efficace schema di riferimento internazionale capace di coinvolgere i principali Paesi nella lotta al riscaldamento globale".

I Paesi in via di sviluppo devono fare la loro parte in un piano "di sviluppo sostenibile e di eliminazione della povertà seguendo responsabilità comuni, ma differenziate".

Hatoyama ha aggiunto che presenterà la sua "iniziativa" al vertice sul clima che si terrà alle Nazioni Unite il 22 settembre, una conferenza chiave in vista del meeting di Copenaghen del prossimo dicembre che dovrà tracciare un nuovo schema globale per sostituire il protocollo di Kyoto del 1997 sulla lotta contro il riscaldamento globale.

"Non appena il nuovo governo si sarà insediato, cominceremo a costruire una società non dipendente dal carbonio", ha anunciato il futuro capo del governo sottolineando le grandi opoortunità che si aprono davanti al paese: lo sviluppo di auto elettriche e l'energia solare creeranno "nuove frontiere e nuovi posti di lavoro", ha aggiunto.

Hatoyama ha invitato le altre grandi economie mondiali a un'intesa su un 'obiettivo coraggioso' per abbattere le emissioni, promettendo l'impegno del Giappone nell'istituzione di una piattaforma internazionale "giusta ed efficace" sul tema ecologico.
L'argomento della riduzione delle emissioni di gas serra, e soprattutto del suo impatto reale sull'economia nipponica - la seconda del pianeta -, ha diviso e continua a dividere il Paese tra i difensori più agguerriti di un approccio 'morbido', tra i quali la potente associazione nazionale degli industriali, la Keidanren (la Confindustria nipponica), e gli ecologisti (come il Wwf) a favore di un impegno più robusto.
Il presidente della Keidanren, Fujio Mitarai, ha fatto più volte sapere - anche a Hatoyama - di essere contrario a target troppo pesanti per la categoria, soprattutto in tempi di crisi economica: "E' necessaria una profonda discussione per studiare a fondo l'impatto delle misure sulla gente e sull'economia", ha ribadito di recente Mitarai.
Proprio le insistenze degli industriali erano state alla base, in giugno, dell'approvazione di obiettivi moderati da parte del governo uscente di Taro Aso, che, pressato da più parti, aveva finito per varare un taglio - giudicato da molti troppo modesto - dell'8% entro il 2020.
(7 settembre 2009)
Fonte: repubblica.it

venerdì 4 settembre 2009

Il Giappone sogna una centrale fotovoltaica orbitante


La scienza è da tempo impegnata nella ricerca di una fonte energetica pulita capace di soddisfare il fabbisogno planetario e, al contempo, di spezzare la catena che da ormai 150 anni ci rende schiavi dei combustibili fossili come il petrolio. Di alternative oggi ne esistono ma per diversi aspetti non sono in grado di garantire rendimenti energetici sufficienti. Una delle rinnovabili più interessanti è senza ombra di dubbio l’energia solare che presenta tuttavia dei problemi. Può esser prodotta soltanto durante il giorno e non può esser immagazzinata durante le giornate nuvolose, in quanto i raggi rimbalzano nell’atmosfera disperdendosi. Una soluzione apparentemente fantascientifica arriva ora dal Giappone.Il Giapone catturerà i raggi solari dallo spazio - Gli ingegneri nipponici hanno ovviato a tutti questi problemi trovando una soluzione, per il momento teorica: posizionare i pannelli fotovoltaici in orbita geostazionaria (a 35.700 chilometri di altitudine).L’idea è piaciuta a Mitsubishi Electric e IHI che hanno immediatamente aderito al progetto investendo complessivamente 21 miliardi di dollari che verranno utilizzati per costruire un enorme generatore di energia solare orbitante. L’innovativo satellite, capace di funzionare ininterrottamente 24 ore su 24 e sette giorni su sette, potrebbe però non vedere mai la luce anche perché per essere ultimato ci vorranno orientativamente 30 anni di lavoro. Gli scienziati devono inoltre trovare un modo per inviare tutta quell’energia sulla Terra, cosa non facile.Ora si dovrà trovare un modo per inviare l'energia sulla Terra tramite un flusso di microonde - Un gruppo di ricercatori è già stato incaricato di sviluppare una tecnologia per la trasmissione dell’elettricità senza cavi, sfruttando ipoteticamente le microonde. Per arrivare ad una soluzione funzionale, sicura ed economicamente fattibile avranno 4 anni di tempo. Un altro team di scienziati dovrà invece trovare un modo per ridurre al minimo i costi per l’invio nello spazio della componentistica dei pannelli. Il satellite, infatti, sarà dotato di quattro chilometri quadrati di pannelli solari che avranno una capacità di produzione di ben un giga watt, in grado di soddisfare le esigenze di 294.000 abitazioni.Un primo prototipo in miniatura sarà pronto per il 2015. Insomma, il sogno è ambizioso, ma con tantissime incognite che potrebbero non trovare mai una soluzione. Entro il 2015, comunque sia, i ricercatori dovranno tentare di sviluppare un mini satellite prototipo, dotato di 10 Megawatt di moduli solari, e testare la tecnologia di trasmissione che dovrà attraversare la ionosfera, lo strato più esterno dell’atmosfera terrestre ed essere poi intercettata da una base di superficie.

Fonte: Tiscali.it

mercoledì 2 settembre 2009

Tetsuo: The bullet man, nuovo capitolo per l'uomo d'acciao di Shinya Tsukamoto 塚本 晋也


Alla Mostra del cinema di Venezia in Concorso Ufficiale il 5/9 verrà proiettato l’atteso ritorno della inimitabile miscela di carne e acciaio di Shinya Tsukamoto, Tetsuo:The Bullet Man. Secondo il regista giapponese sarà un’occasione per i più giovani e per il pubblico internazionale di riscoprire la poetica cyberpunk dei due film precedenti: Tetsuo:The Iron Man, 1989 e Tetsuo:The Body Hammer, 1992.

A fine Luglio al Comic con di San Diego, Tsukamoto ha portato alcune clip e ha svelato i dettagli del suo nuovo progetto descrivendo il suo protagonista, un uomo d’affari statunitense, sposato con una donna giapponese, in preda a una tragedia familiare, la morte del figlio di tre anni, e sull’orlo di una rapida e feroce mutazione.
Ruolo interpretato dall’attore e fotografo Eric Bossick, nativo della Pennsylvania, ma vissuto a Tokyo per dieci anni e da tempo fan di Tsukamoto. Dalle prime immagini del film, questo Tetsuo del 21° secolo mostra il consueto stile convulso e folle.


Tsukamoto, che compare anche come direttore della fotografia, montatore e art director, ha dichiarato che questo suo nuovo progetto è particolarmente ricco di azione, e che ha mantenuto Tokyo come location per il suo primo film in inglese considerandola la vera cybercittà, la città più cyberpunk del mondo.


Il produttore Masayuki Tanishima ha commentato: “Sono estremamente elettrizzato nel portare questo nuovo progetto cyber-punk da Tokyo alle platee di tutto il mondo. Chiamo questo progetto ‘solid metal psychic battle action thriller’. E’ un Tetsuo completamente nuovo per il 21° secolo“

Tetsuo - The Bullet Man (2009)
Giappone, colore, 80 minuti


Regia, sceneggiatura, fotografia, montaggio: Shinya Tsukamoto
Cast: Eric Bossick, Dwayne Lawler, Akiko Monou, Shinya Tsukamoto
Produzione: Shin-Ichi Kawahara, Shinya Tsukamoto - Masayuki Tanishima

Fonte: sentieriselvaggi.it

Per la filmografia completa di Shinya Tsukamoto

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