. Così esordiva Shoei Imamura in un'intervista
Il critico giapponese
Sato Tadao 佐藤 忠男 ha rilevato nelle opere di
Imamura tre direttrici d'influenza:
Lo sguardo di Imamura al mondo dei poveri e la sua comprensione delle radici della loro energia ... hanno orientato la formalizzazione del suo stile. In secondo luogo, indagando nelle vite dei diseredati (girovaghi, criminali, prostitute, coreani in Giappone, coloni indigeni, soldati rimpatriati), egli descrive la coscienza del suo popolo. Infine, il suo interesse si presta bene al realismo estremo dei suoi film, alle sceneggiature ispirate da avvenimenti reali, alle riprese in luoghi reali, alle riprese in luoghi reali, all´utilizzo di materiali di attualità.
Il regista stesso sembra aderire a tale disamina affermando:
Credo di essere all'inseguimento di una sola cosa, identica attraverso tutti i miei differenti film. É in qualche modo qualcosa che ha a che fare con l'esistenza del popolo, con ciò che è popolare, che è profondamente radicato nel popolo. Vorrei però precisare la nozione di popolare. Non sto pensando affatto alla comunità dei colletti bianchi, degli impiegati, dei salariati. Penso a uno strato molto più basso del popolo, che è denominato dal celebre etnologo Kunio Yanagita 柳田 國男 come il popolo eterno, e cioè le persone che sono "il popolo" in modo intemporale.
Il film Kuroi Ame (Pioggia Sporca), presentata al Festival di Cannes nel maggio 1989, tratto dall'omonimo romanzo di
Ibuse Masuji 井伏 鱒二, narra la storia di una famiglia di gente semplice, la cui vita viene brutalmente sconvolta dalla
catastrofe di Hiroshima, il 6 agosto 1945.
Ho voluto fare un film che andasse oltre la questione delle responsabilità e mostrasse come la guerra sconvolga il corso della vita di persone che altrimenti avrebbero avuto un destino anonimo e senza storia. I personaggi hanno in comune l´incontro con l'orrore. Qui il bombardamento atomico è un pretesto per raccontare alcuni individui di fronte alla morte, alla paura di una morte che a poco a poco si impadronisce di loro.
Il Giappone è stato vittima della prima bomba atomica, ma è stato anche l'aggressore. Non intendo negare i fatti. Però i personaggi di Ibuse sono vittime di una Storia, di un destino di cui non portano la responsabilità. C'è stato un bombardamento, una devastazione totale, migliaia e migliaia di morti. Il film, come il romanzo, si svolge cinque anni dopo. Indipendentemente da chi ha lanciato la bomba o aperto le ostilità, c'è l´orrore della guerra che condanna persino coloro che ha risparmiato: gente comune che ha avuto la fortuna di sfuggire al bombardamento e che è tuttavia condannata a vivere coi giorni contati dalla morte lenta, la morte dei corpi contaminati dalle radiazioni. Il soggetto del film è la loro vita, tra il tentativo di dimenticare e lo sgomento quando compaiono i primi sintomi.
Una rapida rassegna della sua filmografia documenta quest'interesse del regista per le classi basse:
Nusumareta Yokujo (Desiderio Rubato) parla di attori di bassa estrazione sociale;
Nishi-Ginza Ekimae (Stazione Nishi-Ginza) di nativi e della nostalgia per il Giappone;
Hateshinaki Yokubo (Desiderio Inappagato) delle più basse classi criminali;
Nianchan (Il Secondo Fratello) di cittadini di seconda classe, giapponesi di discendenza coreana;
Buta to Gunkan (Porci e Corazzate) delle ragazze che girano intorno alle basi americane;
Nippon Konchuki (Cronache entomologiche del Giappone) delle più povere delle famiglie agricole dell'estremo nord;
Akai Satsui (Desiderio d´Omicidio) racconta di una donna del nord che non appartiene a nessun gruppo sociale;
Jinruigaku Nyumon (Introduzione all´Antropologia) dei bassifondi di Osaka;
Ningen Johatsu (Evaporazione dell´Uomo) della classe medio-bassa reale, composta di gente senza radici;
Kamigami no Fukaki Yokubo (Il Profondo Desiderio degli Dei) degli indigeni giapponesi;
Nippon Sengoshi-Madamu Onboro no Seikatsu (Storia del Giappone del dopoguerra raccontata da un barista) delle ragazze che girano nei bar;
Fukushu Suru Wa Ware ni Ari (La Vendetta è mia) di un uomo vuoto allevato nella tradizione ufficiale;
Eijanaika (Cosa ce ne importa) della povera gente di Edo;
Narayama Bushi-Ko (La Ballata di Narayama) ancora dei poveri agricoltori del nord;
Zegen (Il Mezzano) delle disgraziate ragazze di campagna portate all'estero come prostitute per i soldati giapponesi.
Le mie eroine sono fedeli alla vita. Guardatevi attorno. Le donne giapponesi sono forti... sopravvivono agli uomini. Le donne che si autosacrificano come le eroine di Ukigumo (Nuvole fluttuanti) di Naruse e di Saidaku Ichidai Onna (Vita di Oharu donna galante) di Mizoguchi non esistono
Per una filmografia completa rimando all'interessante sito
cinemah, dal quale ho tratto le info per fare questo post.
Shohei Imamura è morto il 30 maggio 2006 aveva 79 anni.
またね!!