
"Salve. |-)Mi chiamo Hiro o così, almeno, se non ricordo male, penso di chiamarmi.Sono il prodotto di una alterazione culturale (che potrebbe anche essere genetica), alterazione che non accetto.L'autore di questa traduzione mi ha definito un "isolatra", un adoratore passivo dell'isolamento eletto a fuga infinita, circolare, incessante.Lui (il mio traduttore) è convinto di avermi inventato, è convinto d'essere lui ad avermi creato, dato un nome, una postazione, sei PlayStation, una tivù, due computer, un telefono cellulare (che non uso) ed è convinto d'aver messo su questa finzione per giustificare l'aumento di entropia nell'universo.Si sbaglia. IO sono reale. Come questa stanza dalla quale non esco più da almeno sei mesi..."
Interessandomi sul tema degli hikikomori 引き篭り ho trovato il blog di Hiro, ragazzo giapponese affetto da questa patologia, o almeno così dice...
Mi hanno detto che ero diventato hikikomori, che me ne stavo tutto il tempo chiuso dentro la mia camera che mi portavano il cibo, che non mi piacevano le verdure a foglia chiara...
L'hikikomori (appartarsi, rannicchiarsi in se stessi, isolarsi) è una patologia, un epifenomeno di ritiro sociale che ha le sue origini nell'emisfero culturale ed umano del Giappone contemporaneo. Giovani ed adolescenti, prevalentemente maschi, si rinchiudono nella loro stanza, anche per anni, senza uscirne mai, in un isolamento che esprime un disagio che va ben al di là della semplice crisi adolescenziale.
Il Dott.Tamaki Saito 斎藤 環, tra i massimi esperti in questa patologia, in un intervista di Claudia Pierdomenici dell'aprile 2008 pubblicata su psychomedia.it, dichiara:
Il numero di hikikomori sta aumentando. In Giappone se ne contano circa 1 milione e questo numero è in crescita. Perché questo? La ragione è che una persona una volta diventata hikikomori si isola dalla società e non riesce a reinserirsi da sola. Perché è molto difficile uscire dall'isolamento. Le persone colpite da hikikomori restano tali e via via la schiera si infoltisce. Un esempio è la dispersione scolastica, i ragazzi che smettono di frequentare la scuola diventano hikikomori. In Giappone questi ragazzi sono 127.000. Di questi circa il 10% diventano hikikomori e ogni anno la percentuale di nuovi casi è sempre la stessa. Praticamente non si registrano casi di ritorno spontaneo alla normalità. Il numero di hikikomori cresce per questa ragione.
Sulle percentuali di suicidio tra gli hikikomori...
Spesso gli hikikomori mi dicono che vogliono morire ma non ce la fanno perché il loro narcisismo li salva. Una salutare forma di autocompiacimento impedisce loro di togliersi la vita, vorrebbero ma non possono. Per questo la percentuale dei suicidi è bassa.
Sulla questione dell'eventualità che la patologia si diffonda in altri paesi...
Non si estenderà altrove, ma non c'è solo in Giappone; anche in Corea gli hikikomori sono tanti. Oggi i paesi colpiti da questo fenomeno sono il Giappone e la Corea, che sono aree di cultura confuciana, le cui società hanno assimilato il Confucianesimo e in particolare il concetto di pietà filiale. Sono culture in cui la pietà filiale è un valore molto enfatizzato. I genitori accudiscono i figli per essere da questi accuditi in vecchiaia, nel rispetto dell'alternanza dei ruoli. In America e in Inghilterra, una volta diventati adulti, i figli lasciano la casa paterna; in Giappone invece rimanere in casa è normale. Qui li chiamiamo "parasite singles", mentre in Italia si chiamano "mammoni"!...
e ancora...
Penso sia giusto considerare l'hikikomori una patologia sociale. Tuttavia, data la differenza tra le culture, in America e in Europa penso che siano pochi e che non aumentino in modo considerevole. Il motivo è che i genitori americani ed europei mandano via di casa il figlio adulto e quindi il figlio non può diventare hikikomori. In Giappone restano in casa anche a trenta, quarant'anni e i genitori continuano a provvedere a loro. Non penso che il fenomeno possa andare oltre il Giappone e la Corea. Comunque parlare di scambi internazionali ha senso. Per quanto riguarda i miei pazienti, ce ne sono alcuni che grazie a viaggi all'estero e al contatto con stranieri hanno superato l'hikikomori, quindi credo che gli scambi internazionali siano utili a tal fine.
In conclusione il Dott. Saito prova a dare una spiegazione del fenomeno...
Nei paesi in cui i rapporti familiari sono importanti anche se il figlio si emargina guarderà sempre i genitori con rispetto e dipenderà da loro. Poiché c'è il problema dell'amae 甘え (dipendenza parentale). In Giappone senz'altro è importante il giudizio degli altri. Un ragazzo hikikomori è motivo di vergogna per il genitore; per questo viene rimproverato. Anche il ragazzo si preoccupa molto di cosa possonopensare gli altri e si tormenta. Così facendo però si convince di essere sbagliato e si isola sempre di più. In Giappone non c'è un dogma religioso, la gente non ha un credo, noi crediamo agli occhi degli altri, ci preoccupiamo di come ci vedono. Siamo molto sensibili al giudizio altrui e ci fa male essere disprezzati. In questa condizione diventa difficile superare lo hikikomori e forse è una condizione tipicamente giapponese.
Sul tema esiste un programma di volontariato gestito da un'associazione chiamata New Start, un'organizzazione no profit la cui sede centrale è in Giappone, nelle prefetture di Chiba e Yamanashi. Possiede altre sedi secondarie in Italia, nelle Filippine e in Australia. L'organizzazione si propone di aiutare prevalentemente i giovani con difficoltà di comunicazione e integrazione nella società. Ha la finalità di migliorare la loro capacità di interagire e di renderli indipendenti dalla famiglia, assegnando loro piccoli incarichi o lavori e organizzando soggiorni nelle sedi all'estero. In genere sono i genitori a contattare la New Start e a far partecipare il figlio alle attività del programma, pagando una quota. Anche dall'Italia molte persone partecipano all'iniziativa e vanno in Giappone da volontari a sostegno dei ragazzi hikikomori.
Legato al fenomeno degli hikikomori c'è quello delle レンタルお姉さん, letteralmente sorelle maggiori in affitto, sono dei/lle professionisti/e che nei casi di particolare chiusura del giovane, fungono da estensione della famiglia dei soggetti e cercano di stabilire un contatto con lui, di convincerlo a uscire dalla sua stanza e a prendere parte ai programmi di riabilitazione sociale.
Data la diffusione ad ampio raggio che sta subendo questo fenomeno è stata ideata anche una commedia sociale ispirata ad un caso vero di hikikomori.. La serie tv in 24 episodi, intitolata Welcome to the NHK, racconta la storia di un giovane che dopo aver abbandonato l’università, si rifugia in isolamento totale con la convinzione che nel mondo tutti siano vittime di una cospirazione.
またね!!
Non è mia consuetudine racchiudere dentro etichette i variabilissimi comportamenti umani ma mi stupisco di questo articolo che descrive qualcosa che nella medicina è già catalogata come sindrome specifica, essendo il quadro dei sintomi, molto vicino a diagnosi già studiate e riconosciute. Tanto più che il modo d'intervenire, come le cause, sono ugualmente simili.
RispondiEliminaO ho capito male?
Con questo post non ho certo la pretesa di scoprire niente di nuovo, non ne ho le competenze... è solo un tentativo di fare luce su un fenomeno patologico caratteristico di una cultura e società particolare. In Europa non esiste questo fenomeno, nel senso che questo tipo di disagio viene "espresso" in forme differenti. Differenze dovute dal diverso patrimonio culturale e differente strutturazione dei valori sociali correlati anche al contesto temporale. Differenti sono anche gli approcci degli specialisti al fenomeno...
RispondiEliminaciao, forse vi interesserà sapere che sul settimanale GRAZIA del 15/1/09 uscì un articolo che parlava di questo tema e che recensiva il libro (dedicato a questo) NON VOGLIO PIU' VIVERE ALLA LUCE DEL SOLE, scritto dal giornalista Michael Zielenziger e pubblicato da Elliott.
RispondiEliminaciao!
Marco
Ciao Marco, grazie delle info!
RispondiEliminaCari aspiranti hikikomori :-) forse vi interesserà leggere il mio ultimo post su MilleOrienti (http://milleorienti.wordpress.com/) dedicato alle novità tecnologiche dal Giappone!
RispondiEliminaa presto,
Marco