
Bōryokudan 暴力団, letteralmente gruppo violento, è il termine con cui la polizia giapponese si riferisce alle bande criminali della yakuza. Secondo il ministero giapponese della giustizia si classificano sotto questa voce "le organizzazioni e i gruppi che compiono, o che si teme possano compiere, azioni illegali violente". In questa otticai crimini delle bande criminali si suddividono in due tipi: i crimini legati alla difesa organizzata delle bande criminali e quelli collegati alle attività di arricchimento. Tra i crimini rappresentativi della seconda categoria si segnalano: traffico e spaccio di droga, gioco d'azzardo, estorsione, sfruttamento della prostituzione, crimini legati al reperimento dei capitali con l'intervento in affari "civili" e tutti i tipi di azioni violente che a essi si accompagnano.
Si possono distinguere due tipi di membri della yakuza: i yakuza regolari e i quasi yakuza. Al 31 dicembre 2006 il totale degli affiliati ammontavano a circa 84.700 unità di cui 41 mila yakuza regolari. I quasi yakuza sono coloro i quali hanno rapporti con le bande criminali senza farne parte e che compiono azioni illegali spalleggiati dalle stesse, oppure coloro che cooperano con i gruppi criminali fornendo loro capitali, armi o coinvolti in vari modi.
Viene calcolato che al 2007 in tutto il Giappone ci siano circa 3.100 bōryokudan, di questi circa il 73% viene fatto rientrare in una delle tre organizzazioni principali, la famiglia Yamaguchi 六代目山口組, la famiglia Sumiyoshi 住吉会 e la famiglia Inagawa 稲川会, le restanti bande, il 27% del totale, è diviso tra piccole e medie organizzazioni dislocate in tutto il paese. La famiglia Yamaguchi, cui appartiene il 51% delle bande è la più grande organizzazione criminale del Giappone.
I bōryokudan hanno tutti una struttura piramidale con in cima un capo, oyabun 親分. Assumendo al vertice il capo della famiglia, al di sotto vi è un gruppo di secondo livello, al di sotto di questi ci sono gruppi di terzo livello (cento membri), infine gruppi di quarto livello (dieci membri ordinari), tutti i membri di questi gruppi costituiscono una "famiglia". Sono organizzati secondo relazioni gerarchiche in cui ogni individuo si muove nella piena consapevolezza della posizione occupata e dove i gruppi superiori comandano quelli inferiori e ciascun gruppo controlla un territorio. Le regole d'obbedienza che vigono all'interno di queste relazioni gerarchiche sono meno severe di quelle della mafia italiana, se un sottoposto non obbedisce ad un ordine del capo di solito viene espulso solo nel caso in cui la violazione sia grave subirà il taglio della falange, yubitsume 指詰め.
I gruppi di livello inferiore hanno l'obbligo di effettuare mensilmente dei pagamenti a quelli di livello superiore. In tal modo somme enormi convergono annualmente nelle mani dei capi delle grandi organizzazioni.
La regola dell'omertà in Giappone non è così rispettata come in Italia, infatti quando uno yakuza viene arrestato spesso confessa il nome della famiglia a cui appartiene, le sue dimensioni ecc. Per questo le statistiche delle autorità investigative sul fenomeno presentano cifre alquanto precise.
In Giappone non esistono leggi contro l'associazione a delinquere. Quindi anche se si confessa di appartenere ad una banda non si viene perseguiti per il semplice fatto di essere affiliati.
Nel 1986 un rapporto della commissione presidenziale statunitense sul crimine organizzato afferma che "probabilmente la yakuza giapponese è la più grande organizzazione criminale al mondo".
Nel 1991 il governo di Tokyo promulgò la legge anti-bōryokudan con misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, questa legge è considerata molto mite ciònonostante ha consentito l'espulsione delle bande criminali da specifici enti non a scopo di lucro e da lavori pubblici.
Nel 1999 è stata promulgata la legge sulle pene contro il crimine organizzato, essa inasprisce le pene relative ai crimini perpetrati in modo organizzato, punisce l'occultamente e la ricezione di proventi da attività criminose prevedendo la confisca o la tassazione di tali proventi.
Il parlamento giapponese ha in discussione un disegno di legge per introdurre il reato di associazione a delinquere, parte dell'opinione pubblica è però contraria a questo disegno di legge, sostenendo che non si può punire un reato che non è stato ancora attuato e inoltre si teme che l'introduzione di questo reato violi il diritto alla libertà di associazione garantito dalla costituzione.
Un altra tesi del perchè l'associazione a delinquere non sia reato in Giappone è quella secondo cui il governo conservatore giapponese è legato nell'ombra ai gruppi criminali organizzati e che in occasione delle elezioni riceve da loro un forte appoggio.
Quale che sia la ragione, le probabilità di introdurre per legge il reato di associazione a delinquere sono per il momento quasi inesistenti.
Informazioni tratte da Quaderni speciali di limes "Mistero Giappone" del 10/2007 articolo di Morishita Tadashi - I boryokudan dalla vecchia alla nuova yakuza
Qui trovate il post relativo alle origini e all'evoluzione della yakuza




