martedì 6 maggio 2008

Mostri giapponesi


Girando per la rete cercando informazioni su miti e mostri giapponesi, argomento che mi affascina molto, mi sono imbattuto su questo
interessantissimo scritto del quale posto alcune parti :
I mostri dell’immaginario popolare giapponese, generalmente noti come yōkai o “apparizioni misteriose”, sono indicati oggi anche con il più recente termine bakemono, traducibile con “creature trasformiste”, riferendosi alla loro capacità di celare o mutare il proprio aspetto. Essi sono di varia natura: alcuni si confondono con il mondo degli spettri (yūrei), mentre altri sono più simili alle manifestazioni dei kami, e collegati quindi a spiriti elementali e ancestrali...

...Si dice che in Giappone esistano otto milioni di dèi e spiriti che risiedono ovunque: in cielo e in terra, tra le montagne e nei corsi d’acqua, negli alberi, nelle rocce e anche nel focolare domestico. Non tutte queste creature sono benevole, anzi, i racconti popolari descrivono spesso figure pericolose come demoni (oni), fantasmi (yūrei) e animali dotati di poteri oscuri, tutti derivanti dalla mescolanza di elementi folcloristici buddhisti e taoisti integrati nel sistema di credenze autoctono dello Shintō...

...In questo modo, esseri soprannaturali di varie origini hanno sempre circondato i Giapponesi ovunque essi fossero, tenendo un comportamento che rifletteva la condotta degli uomini nei loro confronti.
I protagonisti delle favole e delle leggende giapponesi sono spesso animali magici che racchiudono in sé un lato oscuro e uno compassionevole. Nella maggior parte dei casi, essi giocavano brutti scherzi agli uomini per imbrogliarli, trasformandosi facilmente in ciò che volevano, ma accadeva anche che cercassero di sdebitarsi con loro per qualche favore ricevuto. Le trasformazioni diventavano possibili quando questi animali vivevano una vita eccezionalmente lunga, oppure se il loro aspetto o il comportamento erano inusuali: nel primo caso, essi diventavano creature soprannaturali benevole, mentre nella seconda ipotesi tendevano a trasformarsi in spiriti maligni. I fantasmi, invece, nascevano dalle emozioni umane più potenti, e anche oggi si crede che quando una persona muore al culmine dell’ira o della gelosia, il suo spirito non trovi pace e ritorni ai luoghi e alle persone conosciute per trovare la sua vendetta...

...Nel Giappone contemporaneo, nonostante lo sviluppo tecnologico e il conseguente materialismo, il fascino delle leggende sul soprannaturale rimane, e non soltanto nelle aree rurali, dove tende comunque ad essere più forte, ma anche nei centri urbani, celebrato dai mass media. Anche le menti più razionali, infatti, non negano del tutto l’esistenza di creature bizzarre e pericolose, rinnovando le tradizioni del passato nella società industriale, dove ancora oggi gli oni, i tengu e i tanuki fanno saltuarie apparizioni...

Citazioni tratte da "Barbara Manfrin,
sintesi di tesi di laurea"

Sull'argomento segnalo i due volumi dell'"Enciclopedia dei Mostri Giapponesi"" di Shigeru Mizuki, edita in Italia dalla Kappa edizioni.
Nella galleria fotografica "alla ricerca del Kappa" che ho pubblicato qui a lato alcuni dei disegni che ho fotografato sono proprio del maestro Shigeru Mizuki, il quale tra l'altro è anche l'autore di "Ge Ge Ge no Kitarò". Tornerò in altri post ad approfondire l'argomento.

3 commenti:

  1. Interessante l'articolo; pure io vado matto per i miti e i mostri giapponesi. Purtroppo, in italia esistono ancora poche traduzioni a riguardo: bellissimo comunque "racconti dell'antico giappone" di Mitford (merita anche "Enciclopedia dei mostri giapponesi"?). Complimenti ancora per la ricerca. A presto

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  2. grazie mille righello troppo generoso:)

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  3. Sul mio libro di testo di grammatica giapponese dello scorso anno c'è un intera unità dedicata alla differenza tra obake e yurei. Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo ^^

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